domenica 19 luglio 2015

Lawsonia Inermis, o Lawsonia Alba - Hennè Rossa

Comunemente conosciuta con il nome di Henné Rossa, la Lawsonia è una pianta originaria dell'area subtropicale mediterranea.
Si presenta come un arbusto, talvolta spinoso, con infiorescenze bianco-rosacee dal profumo intenso. La pianta è famosissima per le sue proprietà tintorie. Dalle sue foglie e dai suoi rami - essiccati e finemente triturati - si ottengono infatti delle polveri per tingere tessuti, pelle e capelli.
In particolare, è la polvere dei rami di questa pianta a conferire il colore arancio-rosso con cui tutti la conoscono, le foglie invece daranno una colorazione che vira al castano.
La forza colorante è data dalla presenza del Lawsone, la cui concentrazione risulta più elevata nelle piante coltivate in climi molto caldi. Questo implica, di conseguenza, che le piante provenienti dalle aree di coltivazione più calde siano anche capaci di rilasciare un colore più intenso e caldo, influenzando direttamente la scelta nell'acquisto delle polveri.
Oltre alle proprietà tintorie, la Lawsonia ha anche proprietà antimicotiche, astringenti, gastro-regolarizzanti e oxitociche.

Lawsonia e capelli
La Lawsonia (come tutte le altre henné) ha un potere filmante, ossia avvolge il capello in una guaina dando come risultato:
- ispessimento del diametro del capello (e quindi anche un aumento della massa complessiva)
- resistenza agli stress meccanici (tensione, torsione)
- impermeabilità
- maggiore districabilità
- maggiore lucentezza
Oltre a tutti questi vantaggi, la Lawsonia conferisce alla chioma anche un colore che può virare dall'arancio peldicarota (se applicato su chiome bionde), a un rosso più o meno visibile (se applicato su chiome castane), o semplici riflessi ciliegia-prugna (su chiome more). La resa tintoria della pianta dipende molto dal colore di base da cui si parte.
La tintura con la Lawsonia è permanente, per quanto infatti il colore scarichi dopo ogni shampoo, resta comunque un residuo del pigmento che sarà più visibile quanto più è chiaro il colore naturale del capello.
Inoltre questa tintura tende alla stratificazione, che se da un lato migliora il potere filmante, dall'altro avrà come conseguenza quello di scurire il colore, fino a farlo virare a toni molto più cupi della prima applicazione. Salvo non si miri a scurire, quindi, occorre tagliare la dose per la tinta con erbe che conferiscono riflessi chiari, come la Cassia Obovata o la Ziziphus Spina Christi.
Unica controindicazione della tintura all'henné, se così possiamo chiamarla, è la tendenza a seccare il capello (soprattutto se l'impacco è realizzato con elementi acidi quali limone e aceto). L'inconveniente può essere risolto aggiungendo una sostanza idratante e nutritiva (oli o burri) nell'impasto, oppure applicandola su punte e lunghezze dopo l'ultimo risciacquo come leave-in.

Riconoscere una buona polvere
Le polveri migliori sono quelle per tatuaggi, ma costano anche un occhiio della fronte, per cui spesso si tende a ripiegare altrove.
Indubbiamente una polvere di qualità risulterà impalpabile e morbida come cipria sotto le dita. Prodotti sabbiosi sono infatti frutto di scarti della pianta, che non sono dannosi, ma avranno una resa tintoria minore.
La cosa importante di cui ci si deve assicurare al momento dell'acquisto, è che l'INCI della confezione (anche il prodotto sfuso arriva in negozio in confezioni da 1 o 2 kg su cui è riportata l'etichetta degli ingredienti) riporti esclusivamente Lawsonia Inermis 100%. Soltanto questa dicitura, infatti, assicura un prodotto puro.
Talvolta le confezioni già pronte possono contenere altri ingredienti, ad esempio altre piante atte a virare leggermente il colore finale della tinta. L'importante è che non sia presente il picramato di sodio, un colorante sintetico di colore rosso, che si usa per addizionare Henné di scarsa qualità e in somministrazioni continuate o in dosi superiori al 2% può rivelarsi pericoloso.

Preparazione della tinta
Innanzitutto è bene evitare che l'impasto o la polvere stessa entrino in contatto con elementi di metallo (cucchiai, pentolini) al fine di non compromettere la resa tintoria. Per cui è bene munirsi di contenitori di plastica e cucchiai di legno.
Per il resto, non esiste una ricetta ufficiale per l'impasto (io stessa ne propongo varie versioni, sperimentate tutte sulla mia chioma), se proprio vogliamo attenerci alle fonti più antiche, dobbiamo rivolgerci all'India, dove la pratica di hennare i capelli è ben radicata nel retaggio femminile.
La ricetta indiana è anche la più semplice da realizzare, prevede infatti il semplice uso di polvere e acqua tiepida (non bollente) quanto basta per ottenere una purea omogenea, facile da spalmare ma non troppo liquida da colare poi durante il tempo di posa.
Un altro modo per attivare le capacità coloranti della pianta consiste nell'emulsionare la polvere con sostanze acide quali aceto o succo di limone o ancora yogurt. Ciascuna di queste sostanze altererà anche la resa del colore finale
Il succo di limone farà virare il colore più verso il rame, mentre l'aceto più verso il ciliegia. Lo yogurt si comporta come il succo di limone.
Bisogna inoltre tenere presente che una tintura effettuata con sostanza acida, dopo qualche giorno avrà un assestamento di colore che la porterà a scurirsi di un quarto di tono.
Se la polvere di Henné non è finissima, l'impasto risulterà un po' difficile da spalmare, costringendoci ad aggiungere più acqua e rischiare di ottenere un impasto troppo liquido, per ovviare a questo problema si può ricorrere a sostanze addensanti come la crema di riso o balsami privi di oli e siliconi (che ostacolerebbero la presa del colore).

In questa foto tratta dalla pagina ufficiale Le Erbe di Janas, si possono vedere le diverse rese tintorie in base al liquido in cui è stata disciolta la polvere di Lawsonia.

Calcolare i tempi di ossidazione
La tintura con le erbe funziona in maniera diversa dalla tintura chimica. Affinché le erbe rilascino il colore, infatti, è generalmente richiesto un tempo di riposo dell'impasto che permette a tutte le sostanze di interagire tra loro e originare un'ossidazione che permetta infine il rilascio della molecola tintoria.
I tempi di ossidazione variano in base al colore che vogliamo ottenere e in base a diversi fattori climatici. In estate l'ossidazione richiede tempi più brevi che in inverno, idem per climi caldi-secchi rispetto ai climi caldo-umidi.
Un'ossidazione ottimale richiede che l'impasto riposi al caldo, con una quantità minima d'aria con cui interagire.
Più il tempo di ossidazione è lungo, più il colore rilasciato sarà scuro. D'altro canto, tempi di ossidazione troppo lunghi possono inibire il potere tintorio della molecola, invalidando così la funzione stessa dell'impasto.
Le polveri addizionate con picramato non necessitano di ossidazione.

Calcolare i tempi di posa
Anche qui troviamo una notevole differenza rispetto alle tinture chimiche. I tempi di posa delle erbe tintorie sono piuttosto lunghi, escluse infatti le erbe addizionate con picramato (che richiedono gli stessi tempi di una tinta chimica), il tempo di posa varia dalle due ore in su. C'è chi tiene in posa l'impacco tutta la notte, sfruttando le ore di sonno.
Esattamente come per i tempi di ossidazione, il tempo di posa influenza la resa del colore finale, più è lunga la posa, più il colore virerà al ciliegia.

Applicazione e Risciacquo
Le tinture naturali si applicano su capelli perfettamente puliti e asciutti. Il momento ideale è il giorno successivo allo shampoo o anche solo qualche ora dopo.
L'impasto può essere applicato con un pennello da tintura o direttamente con le mani protette da guanti in lattice o da cucina per evitare sgradevoli macchie arancioni sulla pelle.
Il risciacquo deve essere accurato in modo da rimuovere tutti i residui dell'impacco ed è un'accortezza in più fare l'ultimo risciacquo acido, magari con acqua e aceto, per migliorare la resa tintoria e lucidare ulteriormente i capelli.

Altri usi cosmetici della Lawsonia
Esfoliante: passare sulla pelle la polvere di Henné mentre si è sotto la doccia, frizionando con movimenti rotatori (senza premere), rende la pelle liscia e setosa, oltre a idratarla e nutrirla.
Rinforzante per le unghie: l'Henné Rossa viene utilizzata anche per realizzare uno smalto fai-da-te che conferisce un'elegante tonalità rosso mattone alle unghie e nel contempo le rinforza, le lucida, le protegge e le nutre, eliminando anche eventuali principi di onico-micosi.
Infusi depuranti: per la regola, siamo ciò che mangiamo, bere infuso di Lawsonia dolcificato con miele, esattamente come fosse té o camomilla, ha un forte potere depurante, riattiva il metabolismo e migliora il filtraggio dei reni.


I meravigliosi fiori della Lawsonia Inermis


Lawsonia Inermis - Ricetta indiana per la tintura per capelli